Una domenica di sole ed ecco la voglia di fare una bella passeggiata in campagna.
Pensiamo di allontanarci un po' dal paese. Con l'auto andiamo in un punto del torrente Samoggia che conosciamo poco.
In bici siamo passati spesso da quelle parti, ma la strada non costeggia l'argine che, in quel punto, fa un'ansa e continua verso destra. Lasciamo l'auto.
Il grano ha già un bel colore brillante e i campi si estendono a perdita d'occhio. Vecchi alberi di gelso sono rimasti a testimoniare la storia di queste campagne.
Sull'argine una stradina pedonale costeggia il torrente in posizione sopraelevata. Un cagnolino è in un cortile di una casa e abbaia insistentemente al nostro passaggio. Ci corre incontro in modo aggressivo ringhiando, ma poi si calma e ci segue per tutto il percorso.
Ho avviato l'app sullo smartphone per vedere il percorso e quanti km. percorriamo.
Con le piogge della scorsa settimana, il Samoggia era in piena e ora, sono visibili i segni dell'acqua salita molto. Ad un certo punto l'argine gira e forma una cassa d'espansione. Il frutteto che si trova nella golena ha il terreno melmoso. Sterpi e paglia sono adagiati sui rami. Poco più in là, il Samoggia si tuffa nel Reno. E' visibile l'idrovora di Bagnetto.
Ora il torrente è tornato ad avere la sua consueta portata. Numerosi alberi sono cresciuti nel suo letto e penso che ciò non vada bene per il defluire dell'acqua.
In lontananza si sente della musica. Proviene dal carnevale di San Matteo della Decima. Così decidiamo di ritornare ed andare a curiosare. Abbiamo percorso tre Km.
Con l'auto facciamo un bel giro in campagna per esplorare la zona in modo da verificare un percorso sterrato che volevamo fare in bicicletta. Quindi arriviamo a Decima. Ci sono tante macchine parcheggiate e parecchia gente. Ci meravigliamo delle dimensioni dei carri allegorici che confrontiamo con quelli visti la settimana prima a San Giovanni in Persiceto.
Il percorso ad anello è abbastanza breve e c'è allegria e musica a tutto volume. Dai carri il gettito di caramelle, palloni, peluche e altro. A sedere su un muretto c'è un signore che ci saluta. Noi non lo conosciamo, ma cominciamo a chiacchierare e ci spiega molte curiosità relative a questi carri. Ad esempio, che la base del carro viene acquistata da famosi carnevali del sud Italia. Il trattore che solitamente precede il carro per trainarlo, qui a volte, è dietro e spinge. E' telecomandato da una persona a piedi. In questo modo il carro avanza imponente e l'impatto visivo è molto più bello.
Nel piazzale della chiesa c'è un mercatino di cose usate. Con pochi spiccioli compriamo oggetti di artigianato africano. Sono posate e piccole maschere di legno intagliate. Ritorniamo a casa soddisfatti!
domenica 8 marzo 2015
sabato 28 febbraio 2015
Onde bianche ... di vetro e acciao
Amo i lavori di Santiago Calatrava perchè sono ispirati alle forme ed alle strutture che si trovano in natura. Viaggiando in auto o in treno da Bologna a Milano è impossibile
non notarle: spettacolari vele e onde bianche nel bel mezzo della pianura
padana! Sono le creazioni che l'architetto e ingegnere spagnolo ha realizzato per la città di Reggio Emilia.
Di ritorno da Parma, dove io e Franco, siamo andati al Mercanteinfiera, abbiamo pensato di uscire al casello autostradale di Reggio Emilia per ammirare questa meraviglia!
Il complesso architettonico,
che prende il nome di "Le Vele”, racchiude in un’area di 2 km ben cinque grandi progetti, che hanno riqualificato l’Area Nord di Reggio Emilia.
La prima parte del progetto, inaugurato nell'ottobre 2007,
comprende tre ponti, ovvero un ponte centrale ad arco e due ponti laterali
strallati (cioè con stralli o funi) e la copertura del locale casello
autostradale.
La seconda parte del progetto, inaugurata nel giugno 2013, è l'avveniristica stazione ferroviaria Mediopadana dell'AltaVelocità.
La costruzione è composta da 19 moduli, ciascuno della lunghezza di 25.4 m, costituiti da una successione di 25 portali di acciaio sfalsati e distanziati tra loro di circa 1 metro. Tale sequenza, lunga complessivamente 483 m, genera appunto un volume tridimensionale ad andamento sinusoidale, creando una sorta di onda perfetta.
La nuova stazione si sviluppa su due livelli lungo il viadotto esistente, inglobando al piano superiore binari, banchine e spazio delle risalite che conducono all'ingresso. Al piano terra, le corrispondenze con treni regionali e linee pubbliche, i servizi per i viaggiatori.
La stazione si trova a circa 4 chilometri dal centro di Reggio Emilia ed è l'unica fermata intermedia sulla linea Alta Velocità tra Milano e Bologna.

domenica 15 febbraio 2015
L'isola di Ponza
Una bella serata con le amiche per scambiarci le foto della
nostra vacanza all’isola di Ponza.
E’ venuta anche Rosy da Verona. Inseparabile amica della vacanza di fine estate che tutti gli anni faccio con un gruppo di 4/5 amiche e colleghe prima del rientro a scuola.Da Teccacina ci imbarchiamo sull’aliscafo per l’isola di Ponza. Circa un’ora di navigazione ed eccoci al porto. Raggiungiamo l’agenzia “Amarea” presso la quale avevamo prenotato.La casa sarà disponibile solamente nel primo pomeriggio. Depositiamo, quindi, i bagagli in agenzia e facciamo un primo giro. Pur essendo fine agosto c’è ancora moltissima gente.
Macchine e motorini girano sulla banchina del porto e dobbiamo stare attente per non essere investite. L’ampio golfo con le sue case colorate è pieno di negozietti. Nell’aria c’è un buon profumo di pizza e panzerotti. Ormai è l’ora di pranzo e ci fermiamo a gustarli presso la tavola calda.
Una ragazza carica i nostri bagagli in macchina e ci accompagna davanti a casa. Le strade sono strettissime e per girare bisogna fare anche due manovre. L’appartamentino è a Santa Maria, due km dal porto.
Si è rivelata una scelta azzeccata in quanto la casetta è carina: un divano con due letti e sul soppalco un letto matrimoniale. Angolo cottura e bagno. All’esterno un piccolo terrazzino con un tavolino e 4 sedie.
Decidiamo di prendere la barca per la spiaggia del Frontone con partenza da Santa Maria.
Arriviamo un una grande spiaggia di sabbia e ghiaia, attrezzata con ombrelloni e lettini. Ci sistemiamo nella zona libera. Il mare è cristallino e dopo alcuni passi, non si tocca già più.La gente comincia a ritornare con le barche che arrivano ogni mezz’ora. Noi rimaniamo e prendiamo una delle ultime barche.
Ci prepariamo per la serata con l’intento di andare a cena a Le Forna da Anna, ristorante super consigliato per qualità/prezzo. Dobbiamo prendere il bus che passa poco distante da casa nostra. Alla fermata il bus non si ferma perché era già pieno. C’è altra gente che attende con noi, ma noi non ci scoraggiamo ed andiamo al porto a piedi a prendere l’autobus. Anche questa volta si riempe al capolinea. La strada è tortuosa ed in salita, ma quando arriviamo, non avendo prenotato, non c’era posto! Sono già le 22.00 passate. L’autista ci consiglia di provare da Angelino e dirgli che ci manda lui e si ferma davanti al ristorante. Anche qui è tutto pieno, ma ci preparano un tavolo nella zona bar. La serata si conclude favorevolmente: ottima cena!
Ponza è un'isola fantastica ma scomoda, perchè le poche spiagge o scogli dove si può andare sono raggiungibili solamente in barca o a piedi facendo molti scalini.
Gita in barca con il capitano Aiello.
Partenza alle 11.00 dal porticciolo. Giro dell’isola e Palmarola.
Appena ci allontaniamo dalla costa, il mare si fa un po’
più mosso e la mia amica Maura soffre il mal di mare. Per lei questa gita non è certo piacevole! Ci
fermiamo a fare il bagno dove l’acqua è più blu!
All’ora di pranzo il capitano prepara ottimi spaghetti, vino, dolce e frutta a volontà. Arrivati agli scogli delle piscine, la mia amica scende assieme alle altre, ma io rimango sulla barca per completare il giro dell’isola. Le alte scogliere hanno bellissimi colori ed effettuiamo altre fermate per il bagno nelle splendide calette dell'isola.
Tornata a casa, la mia amica, coi piedi per terra, sta meglio e passiamo la serata al porto che con le luci della sera è bellissimo.
Il giorno seguente prendiamo l’autobus per Le Piscine Naturali. A dire la verità, io scendo alla fermata delle Piscine, ma le altre proseguono per Punta Incenso. E’ quasi mezzogiorno, il sole a picco e loro decidono di fare una passeggiata lungo un sentiero fino alla punta.
Duecentododici scalini per
scendere al mare. Dall’alto lo spettacolo è incantevole.
I lettini sono sulla
roccia e tutt’intorno insenature, archi e passaggi tra una zona e l’altra.
Prendo l’ultimo lettino, lo faccio sistemare in riva al mare. Faccio il bagno. Ho la maschera così posso ammirare il
fondale. Prendo un po’ il sole poi vado al bar per una pizzetta e una bella
birra. Al pomeriggio arrivano le altre.
Il ritorno in salita è molto faticoso! Alla sera, Ponza è molto animata, piena di locali e negozi aperti ed è molto piacevole passeggiare per le vie del centro.
Un grande palco è allestito tra il porto e Santa Maria. Ci sediamo ascoltare della musica africana con le percussioni.Colazione al bar sul mare vicino a casa e ci prepariamo per il ritorno a Terracina. Prima, ancora un giro tra le stradine.
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