sabato 20 ottobre 2018

In Garfagnana tra borghi, castelli, pievi e natura



14 ottobre
Tre giorni per un itinerario in Toscana: Lucca e la Garfagnana
Partiamo alle 9:00 e, fuori dalle mura del centro di Lucca, prendiamo direzione nord verso Barga. Costeggiamo in fiume Serchio. Poco dopo arriviamo in prossimità di Borgo a Mozzano per vedere il Ponte del Diavolo.  


E’ un meraviglioso esempio di architettura medievale. Questo ponte realizzato in pietra attraversa il fiume Serchio e serviva, un tempo, come punto di attraversamento importantissimo per i pellegrini della via Francigena diretti a Roma. La data di costruzione sembra risalire intorno al 1100.
L'arco centrale del ponte raggiunge i 18 metri di altezza rispetto al livello dell'acqua. Secondo una leggenda il ponte sarebbe stato costruito nel giro di una notte per intervento del diavolo.



Proseguiamo per Barga. Parcheggiamo e, per raggiungere il borgo, dobbiamo salire. 



Passeggiamo per vicoletti e scalinate fino a raggiungere il Duomo di San Cristoforo di architettura romanica.




Barga è nota anche per Pascoli e il teatro dei Differenti. 

Oggi c’è un mercatino diffuso di “robe vecchie” e prodotti locali: biscotti, miele e farine. Compro la caratteristica farina di mais “Formenton 8 file” e la farina di Castagne per fare i biscotti in casa.

Il prossimo borgo è Gallicano. L'edificio più antico è la Pieve di San Jacopo che conserva la bella facciata romanica. Il borgo è ben conservato.




E’ ormai ora di pranzo e ci fermiamo da “Eliseo”. La sala da pranzo ha una bella vista sul fiume e sulla torre campanaria. Scegliamo di mangiare: salumi con crostini di antipasto, zuppa d’erbe e tagliatelle col sugo di cinghiale, che ci dividiamo.
Per una stretta e ripida stradina tra il bosco, arriviamo all’Eremo di Calomini. 


E’ costruito a ridosso di uno strapiombo rocciosoquasi scavato interamente nella roccia. L'origine del santuario si narra sia legata a un'apparizione della Madonna ad una giovane pastorella intorno all'anno Mille. Custodito dagli eremiti di Calomini fino al 1868, ora dai cappuccini di Lucca.
Ora è la volta di Castelnuovo di Garfagnana. La Rocca Ariostesca spicca su tutto. 


E’ una possente struttura difensiva risalente al XII secolo e successivamente ampliata con l'aggiunta della torre, della terrazza e del portale d'accesso alla città.



Visitiamo anche il Duomo che custodisce una preziosa Pala di San Giuseppe e un Cristo Nero.



Quattro km. per arrivare a Pieve Fosciana. Il paese prende il nome dalla Pieve di S. Giovanni Battista, una delle più antiche di tutta la Garfagnana. Noi la troviamo chiusa. 


Ancora un giretto tra strette viuzze con case disabitate e in vendita.


Ormai stanchi, ritorniamo all’auto e guardiamo in Internet dove andare a dormire. Poco distante c’è il borgo di San Romano. Telefono “Ai Canipai” e ci confermano che c’è la camera. Poco dopo siamo sul posto.


15 ottobre
Oggi è il mio compleanno! Dopo aver pagato la camera, andiamo a San Romano. Il borgo di San Romano conserva ancora oggi l'originario schema costruttivo medievale con case fuse le une con le altre.

Addentrandosi nel centro si ammirano antichi archi, volte e cunicoli. 


E’ bel visibile la Fortezza medievale di Verrucole sopra un colle. Facciamo colazione nel bar del paese.

Siamo ormai ai confini con la Lunigiana e decidiamo di proseguire. Seguiamo le indicazioni stradali per Aulla.



La strada è molto tortuosa, ma offre un bellissimo paesaggio collinare ancora rigoglioso. Qua e là borghi con rocche che dominano dall’alto. 



In uno di questi borghi compriamo del pane cotto a legna e del formaggio pecorino.  Una piacevole scoperta è stata la Pieve Romanica di Codimonte che troviamo aperta. 




Ad un certo punto vediamo la deviazione per Carrara e Sarzana, così decidiamo di andare a mangiare il pesce al mare per festeggiare il mio compleanno.  Impostiamo il navigatore per Bocca di Magra dove arriviamo alle 12:30.


Scegliamo di andare a pranzo da “Ciccio”. Ci accomodiamo in un tavolo all’aperto, vicino al prato. C’è un bel sole e la vista della foce del fiume. Mangiamo bene, ma il conto è un po’ salato!


Il ritorno a casa lo facciamo in autostrada. Entriamo a Sarzana e a Parma, prendiamo l’A1. Alle 16:45 siamo davanti alla scuola materna a prendere Fabio.










domenica 7 ottobre 2018

A spasso tra i colli modenesi


Ancora una bella giornata di sole e la voglia di un giretto all'aria aperta. Dove andare? Uno sguardo in Internet per guardare gli eventi di oggi. E' una domenica di castelli aperti e, nel modenese, c'è quello di Levizzano Rangone, vicino a Castelvetro.
Partiamo con quest'ultima destinazione seguendo le indicazioni del navigatore. Dopo Bazzano facciamo una bella strada: la nuova pedemontana.
Una sosta per il passaggio di una gara ciclistica e siamo ai piedi di Castelvetro.
Parcheggiamo vicino ad un rio con un ponticello e subito vediamo un airone al sole.



Una passeggiata in salita, con scalinate, per raggiungere il centro storico. (C'è anche un grande parcheggio all'entrata del borgo).
E' ora di pranzo e scegliamo "l'Eglise Café", di fianco alla chiesa neogotica. Mangiamo all'aperto!
Il borgo è ben conservato. La pavimentazione è di acciottolato di fiume. Bei palazzi e torri risalgono al medioevo.



Nella Piazza Roma si affacciano il Palazzo Rinaldi (sede del Municipio), la Torre dell’Orologio e la Torre delle Prigioni.
Questo è il vero e proprio cuore del paese. Un grande spazio aperto affacciato sulla vallata sottostante. Al centro della piazza c'è una pavimentazione in lastre bianche e nere per formare una  scacchiera.


La strada che porta a Levizzano è rilassante. Il panorama è di dolci colline a vigneto. I campi coltivati dalle geometrie perfette. Cominciano i colori autunnali. I rossi sono spettacolari!


Arriviamo a 
Levizzano Rangone dove c'è il Castello.


Fu 
eretto come baluardo difensivo contro gli Ungari. Nel  1038 il vescovo di Modena lo concesse al padre di Matilde di Canossa.

Gli ultimi importanti lavori di restauro, terminati nel 2007, hanno consentito di recuperarlo per mostre e attività culturali.



All'interno della cinta muraria sorgono la “
Torre Matildica ” avente funzione di mastio e una cappella ora sconsacrata.



A partire dal sec. XII il complesso fu restaurato e ampliato erigendo il palazzo feudale, dimora del Signore. Abbiamo seguito la visita guidata accompagnati da un  ragazzo che ci ha spiegato la storia del Castello. Dapprima siamo saliti su un camminamento dal quale si poteva vedere la campagna circostante e il borgo sottostante.




Risalgono al XVI secolo le  “ Stanze dei Vescovi ”, al pianterreno, il cui soffitto presenta affreschi degni di nota.


Stemmi di famiglia ornano il soffitto a cassettoni, insieme con fregi e figure allegoriche; nella fascia alta delle pareti, all'interno di riquadri, sono affrescate scene di ambiente cavalleresco e paesaggi rurali.



Il ritorno a casa lo facciamo seguendo la strada per Spilamberto. Ancora dolci colline prima di arrivare in pianura. Il rosso dei vigneti di Lambrusco Grasparossa, incanta.